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Achille Bonito Oliva dice del lavoro di John Ratner:’l’immagine...è
placata e limpida, esclude dal proprio campo
iconografico partecipazione ed emotività’.
Effettivamente essendo il metodo di lavoro di Ratner
scientifico oltre che artistico, al primo impatto può
comunicarci una sensazione di freddo distacco. Quando,
però, si apre il dialogo con l’artista ed entri nelle
vibrazioni delle sue colorate iconografie, ti convinci
che il distacco è solo apparente. E’ il modo di
difendersi di un uomo che osserva la natura con
trepidazione ecologica, viva preoccupazione ed amorevole
attenzione per quel mondo infinitesimale costruito da
miriadi di insetti, il più delle volte non visibili ad
occhio nudo e per questo, forse, meno significativo e
degno di attenzione da parte degli uomini. Egli opera al
pari di un Roesler Franz che, nella consapevolezza
dolorosa degli scempi compiti su Roma, immortala nei
suoi acquarelli, a futura memoria, brani urbani in
distruzione. John Ratner al pari cataloga, pertanto, un
mondo di specie vegetali ed animali che quotidianamente
rischia l’estinzione per mabno umana e restituisce
giusta dimensione ed inportanza alle particelle
infinitesimali della catena ecologica. Per farlo esalta
sapientemente il colore degli insetti e delle specie
vegetali oggetto delle sue analisi. Combinazioni di
sottili, filiformi pennellate bianche e gialle su fondo
nero, ricordano la delicatezza dell’antica pittura
vascolare di Egnatia in Puglia. Il fondo nero delle
tele, oltre ad accogliere l’immagine, recepisce
monumentali scritte latine in oro; queste sono la
espressa volontà di fornire grandezza monumentale ed
importanza a tutto ciò che è piccolo. Le ispirazioni di
Ratner si muovono sulla tela in sinergia con i versi di
Lucrezio del ‘De Rerum Natura’: ‘in parvas igitur partis
dispergitur humor quas oculi nulla possunt ratione
videre’ ovvero ‘ dunque l’acqua si suddivide in
minuscole parti che gli occhi non possono per nessuna
ragione vedere’. L’incontro con Lucrezio, ecologo e biologo
ante litteram, rafforza la metafora di John Ratner che
traduce in pittura quella filosofia di vita, purtroppo
persa, capace di porre attenzione a ciò che è piccolo. Il suo messaggio artistico sottolinea
l’odierno disagio di una società che relega alla
irrilevanza il piccolo e marginale dell’esistere solo perchè incapace di APPARIRE!
Maria Laura Perilli
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